Italia Domani si presenta ufficialmente sulla scena politica nazionale. Si è svolto a Roma il congresso fondativo del nuovo soggetto guidato da Marco Rizzo, che segna il passaggio dalla fase organizzativa a quella strutturata con organi interni e una piattaforma programmatica definita.

L’appuntamento si è tenuto allo Spazio Novecento dell’Eur e ha sancito la nascita formale del partito dopo la recente uscita di Rizzo da Democrazia Sovrana e Popolare. L’evento ha visto la partecipazione di circa mille congressisti provenienti da diverse aree del Paese, secondo quanto comunicato dagli organizzatori.

Nel corso dei lavori sono stati costituiti gli organi nazionali: Assemblea nazionale, Direzione nazionale e Segreteria nazionale. La segreteria sarà guidata da Francesca Antinozzi, 28 anni, avvocata. Alla presidenza dell’Assemblea nazionale è stato invece indicato l’ambasciatore Bruno Scapini.

Italia Domani nasce come soggetto autonomo ma raccoglie una parte dell’esperienza precedente. Al suo interno sono infatti confluiti esponenti e militanti che avevano seguito Rizzo nel percorso politico successivo alla sua uscita dal Partito Comunista. Il nuovo partito punta ora a costruire una struttura territoriale stabile e a definire con maggiore chiarezza il proprio spazio nel panorama politico.

Secondo quanto emerso nel corso del congresso, il programma si articola su alcuni temi centrali: sovranità nazionale, neutralità militare, tutela della sanità pubblica, lavoro e sicurezza, famiglia e natalità, controllo dei confini e valorizzazione delle risorse nazionali. Un’impostazione che mira a intercettare un elettorato trasversale, combinando istanze sociali e identitarie.

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la linea strategica indicata da Rizzo. Il leader di Italia Domani ha infatti dichiarato l’obiettivo di “unire il popolo come il ceto medio, la classe media, piccola impresa, artigiani, agricoltori, professionisti con la classe lavoratrice”, individuando una contrapposizione con quelle che definisce élite economica e finanziaria.

Il congresso rappresenta il primo passo operativo del nuovo partito. Nei prossimi mesi l’attenzione sarà concentrata sul consolidamento della presenza sul territorio attraverso i coordinamenti regionali e provinciali. Parallelamente, Italia Domani dovrà affrontare il confronto con le altre forze dell’area sovranista e cercare uno spazio competitivo in vista dei futuri appuntamenti elettorali.

Intanto, il partito registra anche i primi segnali di movimento sul piano organizzativo locale. Tredici comitati territoriali della provincia di Cuneo hanno annunciato la propria uscita da Futuro Nazionale, manifestando l’intenzione di avvicinarsi al progetto di Italia Domani. Un passaggio che testimonia come la fase post-congresso sarà determinante per verificare la capacità del nuovo soggetto di attrarre militanti e strutture già attive sul territorio.