È il giorno in cui l’Europa e la Cina iniziano a mettere sul tavolo le rispettive pretese e preoccupazioni per fermare, o almeno rallentare, il crescente deficit commerciale dell’Unione europea nei confronti di Pechino. Il commissario europeo al commercio, Maros Sefcovic, è arrivato a Pechino per incontrare il ministro cinese del commercio, Wang Wentao, e ha aperto con una dichiarazione su X, già Twitter, che non lascia spazio a interpretazioni: “Primo giorno in Cina, con un obiettivo: iniziare a riequilibrare il nostro deficit commerciale insostenibile con la Cina”.
Secondo quanto riportato da Adnkronos, l’Europa è sul piede di guerra contro quelle che considera pratiche commerciali scorrette da parte della Cina: sussidi, concorrenza sleale e accesso limitato delle imprese europee al mercato cinese. La missione di Sefcovic è vista come l’occasione per raggiungere un accordo commerciale che permetta alle due economie di continuare a crescere, ma senza che una delle due cresca a spese dell’altra.
Tra le misure più calde in discussione c’è la possibile limitazione delle importazioni di vetture ibride dalla Cina, che potrebbe diventare un banco di prova per future restrizioni in altri settori. Nel frattempo, Francia e Germania hanno richiesto a Bruxelles poteri speciali per escludere imprese cinesi dal mercato unico in caso di distorsioni competitive, e l’applicazione di contingenti tariffari per limitare le importazioni in caso di impennate. In una lettera congiunta, il presidente francese Emmanuel Macron e il politico tedesco Friedrich Merz hanno sollecitato l’adozione di queste misure di salvaguardia.
La Cina, da parte sua, ha accolto con favore la visita di Sefcovic, dichiarando attraverso il portavoce del ministero del Commercio che Pechino "ha sempre ritenuto che mantenere una cooperazione aperta e risolvere le divergenze economiche e commerciali attraverso il dialogo e consultazioni su un piano di parità sia nell’interesse comune della Cina e dell’Unione europea".
Ue-Cina, prove di disgelo sul commercio: Sefcovic a Pechino per riequilibrare il deficit