Dal 1° gennaio 2027 entra in vigore la nuova disciplina della tassazione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) prevista dal decreto legislativo 117 del 2026, che ha introdotto il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi (TUIR). Tra i lavoratori dipendenti si è diffuso il timore di un possibile aggravio fiscale, alimentato dalla notizia dell’abrogazione della clausola di salvaguardia introdotta nel 2007.
Secondo quanto riferito da Il Giornale, l’allarme riguarda la norma che, dal 2027, elimina formalmente il riferimento agli scaglioni e alle aliquote Irpef in vigore al 31 dicembre 2006 per il calcolo dell’imposta sulla liquidazione. La disposizione, introdotta con la finanziaria del 2007, aveva congelato il sistema di tassazione del TFR al regime precedente alla riforma Irpef del governo Prodi, che aveva aumentato le aliquote sui redditi più alti. La clausola garantiva quindi a molti lavoratori una tassazione più favorevole rispetto a quella ordinaria applicabile negli anni successivi.
La soppressione della norma ha fatto temere un aumento immediato dell’imposta per i lavoratori che termineranno il rapporto di lavoro dal 2027 in poi. Tuttavia, il quotidiano precisa che il nuovo Testo unico delle imposte sui redditi mantiene sostanzialmente invariata la tutela per i lavoratori. L’articolo 21, comma 11, del nuovo TUIR conferma infatti che, nel calcolo dell’imposta sul TFR, si continueranno a utilizzare gli scaglioni e le aliquote Irpef vigenti al 31 dicembre 2006, qualora risultino più favorevoli rispetto al regime fiscale ordinario in vigore nell’anno di cessazione del rapporto di lavoro.
«A una lettura meno superficiale del testo – sottolinea Il Giornale – appare subito chiaro che la garanzia a tutela dei lavoratori non è stata eliminata, ma soltanto riposizionata nel nuovo impianto normativo». Il quotidiano osserva inoltre che la liquidazione rappresenta un salario differito maturato nel corso degli anni di servizio e non un premio d’uscita. Per questo motivo il legislatore ha previsto da tempo un meccanismo di tassazione separata, evitando che l’importo venga sommato al reddito imponibile dell’anno di cessazione del rapporto di lavoro e assoggettato integralmente alle aliquote Irpef ordinarie.
Il sistema della clausola di salvaguardia impone quindi all’Amministrazione finanziaria un doppio calcolo preventivo per determinare quale regime fiscale garantisca al contribuente il trattamento più vantaggioso. Secondo la ricostruzione del quotidiano, l’impatto della nuova normativa potrebbe risultare differenziato in base al profilo retributivo e all’anzianità di servizio dei lavoratori: coloro che hanno iniziato a lavorare dopo il 2007 potrebbero essere maggiormente esposti alle oscillazioni dell’Irpef ordinaria, mentre per chi ha accumulato una lunga anzianità con il vecchio sistema potrebbe continuare a beneficiare del regime più favorevole.
«Paventare una generica stangata per l’intera platea dei dipendenti a partire dal 2027 equivale a travisare la logica della norma», conclude Il Giornale, evidenziando come il nuovo TUIR confermi l’impianto di tutela già previsto dal 2007, pur in un quadro normativo aggiornato.
Un'altra questione riguarda invece il Trattamento di Fine Servizio (TFS), in particolare per il personale militare. NSM riferisce che la questione sarà affrontata dalla Corte Costituzionale, che ha fissato al 14 gennaio 2027 l’udienza per discutere la legittimità della disciplina vigente. La legge di Bilancio 2026 ha ridotto da dodici a nove mesi il termine di attesa per il pagamento del TFS per chi maturerà i requisiti pensionistici dal 1° gennaio 2027, mantenendo però la rateizzazione: un pagamento per gli importi fino a 50 mila euro, due rate annuali per quelli oltre 50 mila e sotto 100 mila euro, tre rate annuali per gli importi da 100 mila euro in su. La Consulta ha chiesto al legislatore di programmare una riforma che elimini progressivamente differimento e rateizzazione. Il SIULM Aeronautica ha ribadito la necessità di tempi certi e di una riforma del TFS che superi le attese e i pagamenti a rate, sottolineando come l’indennità di buonuscita rappresenti un elemento fondamentale per il sostegno economico delle famiglie e per la pianificazione finanziaria dopo il servizio.