La protesta studentesca esplode a Roma, dove nella notte tra il 18 e il 19 ottobre sette scuole superiori sono state occupate dagli studenti. Tra gli istituti coinvolti il liceo Morgagni a Monteverde, l’Istituto Ambrosoli a Centocelle, il Rossellini all’Ostiense e il Plinio, vicino alla stazione Roma Termini.

Le occupazioni sono state annunciate attraverso comunicati diffusi sui social. Al centro della protesta c’è la critica al governo Meloni e alle politiche scolastiche. Gli studenti contestano le condizioni strutturali degli edifici scolastici e la gestione dei fondi pubblici, chiedendo maggiori investimenti in istruzione e salute e meno risorse destinate alle armi e alla difesa.

“Non indirizziamo la protesta contro docenti, personale Ata e preside, ma contro questo governo che rende tutti noi succubi di questa scuola caserma”, scrive il collettivo autonomo del Morgagni. Gli studenti dell’istituto Ambrosoli aggiungono: “Non ne possiamo più di scuole che cadono a pezzi mentre il governo continua a investire soldi nell'industria bellica”.

Particolarmente duro il comunicato del Morgagni: “Sono 13 i miliardi di euro destinati a nuovi armamenti: uno schiaffo in faccia alle giovani generazioni”.

La situazione è diventata più tesa al liceo Rossellini, dove stamattina si è registrato un tentativo di sgombero. Gli studenti hanno annunciato di voler resistere, convocando presidi di solidarietà davanti alle scuole occupate. Le attività didattiche e amministrative sono sospese, mentre le uscite didattiche già programmate si svolgeranno regolarmente.

Le proteste si inseriscono in un clima di crescente mobilitazione studentesca anche a livello internazionale, con riferimenti alle manifestazioni avvenute nelle scorse settimane in Francia, Germania e Belgio.

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