Martedì 13 ottobre 2026, alla Camera dei deputati, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha illustrato il Documento programmatico di finanza pubblica. In aula erano presenti cinque deputati di maggioranza e due del suo partito, la Lega. Da qui le critiche, per la scarsa partecipazione, dei parlamentari di opposizione.

Il voto più importante della giornata è stato sullo scostamento di bilancio, che permette al governo di indebitarsi oltre quanto stabilito nella legge di bilancio, previa richiesta di autorizzazione alle camere. Per essere approvato serve la maggioranza assoluta: almeno 201 deputati.

Il voto del 27 aprile 2023 era stato respinto per mancanza di voti favorevoli: 195. Quello del 13 ottobre 2026 è stato invece approvato con 219 voti favorevoli. Il governo ha chiesto di utilizzare la clausola di salvaguardia nazionale (NEC), strumento dell'Unione Europea che permette un indebitamento straordinario fino all'1,5% del PIL per finanziare misure strutturali su energia e difesa tra il 2025 e il 2028.

Il NEC autorizza complessivamente 28,8 miliardi di euro in deficit nei prossimi due anni: 14,4 miliardi (0,6% del PIL) per energia, di cui la metà nel 2027 e l’altra metà nel 2028; un importo simile per la difesa, con la stessa ripartizione temporale.

Il voto di venerdì è stato il primo passo fondamentale per l'attuazione della nuova misura. Senza l'approvazione dello scostamento, il governo non avrebbe potuto usufruire di questi fondi. In una situazione di fine legislatura, spesso caratterizzata da disimpegno parlamentare, il risultato ottenuto ha permesso di mantenere la stabilità del governo e delle finanze pubbliche.

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