La raccolta firme per i due referendum abrogativi sulla caccia promossi dall’associazione Rispetto per tutti gli animali ha raggiunto 109.861 sottoscrizioni per il quesito “Vietare la caccia in Italia – art. 19 ter” e 109.125 per “Vietiamo la caccia – art. 842”, a fronte del quorum necessario di 500mila firme per ciascun referendum. I dati, ancora parziali, non includono le sottoscrizioni cartacee, ma delineano già un quadro significativo sul grado di mobilitazione registrato fino a questo momento.
La Cabina di Regia del mondo venatorio, composta da Federcaccia, Enalcaccia, Arcicaccia, ANLC, ANUUMigratoristi, Italcaccia e CNCN, ha accolto i risultati sottolineando la distanza tra le rilevazioni demoscopiche e la partecipazione concreta degli elettori. Secondo le associazioni venatorie, i sondaggi che hanno recentemente evidenziato una diffusa posizione favorevole all’abolizione o alla limitazione della caccia non si sono tradotti in una mobilitazione concreta nelle piazze e nei banchetti referendari.
“Il sondaggio Ipsos e la raccolta referendaria offrono due prospettive diverse e complementari”, ha dichiarato Maurizio Zipponi, Presidente del CNCN. “Pur in presenza di posizioni critiche verso la caccia, il tema non sembra tradursi in reale preoccupazione da parte dei cittadini, come dimostrano la convivenza con la realtà venatoria e la scarsa partecipazione alla raccolta firme”.
Le associazioni sottolineano inoltre che la raccolta firme si è svolta in un periodo di particolare attenzione pubblica e mediatica sul tema della caccia, alimentata anche dall’ampia diffusione dei sondaggi e dal dibattito parlamentare sulla proposta di legge per la revisione della normativa venatoria. Una fase che, secondo il mondo venatorio, avrebbe dovuto favorire un’adesione più consistente, se la percezione manifestata dalle rilevazioni demoscopiche fosse stata accompagnata da una reale volontà di partecipazione.
Federcaccia ha evidenziato come esista una differenza tra l’indignazione manifestata pubblicamente e la disponibilità effettiva a firmare per i referendum. Il presidente Massimo Buconi ha affermato che, al momento, la raccolta firme ha registrato numeri significativamente inferiori rispetto alle dichiarazioni rese nei sondaggi: “Chi pretende di parlare a nome degli italiani dovrebbe prima contarli”.
Fonti
- Federazione Italiana Della Caccia: CABINA DI REGIA: L’ESITO DELLA RACCOLTA FIRME SMENTISCE L’ALLARME SOCIALE
- Caccia Magazine: La cabina di regia: poche firme per i referendum, la caccia non desta allarme sociale
- Federazione Italiana Della Caccia: REFERENDUM: CIAONE! - FIDC - Federazione Italiana Della Caccia - sito ufficiale