Il 13 ottobre 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo Codice della Strada, presentato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La riforma, frutto di un lungo confronto con associazioni di settore, tecnici e imprese, introduce diverse novità con l’obiettivo dichiarato di migliorare la sicurezza stradale e rendere le norme più coerenti con le esigenze della mobilità contemporanea.
Secondo quanto riportato dal Ministero, il nuovo testo punta a semplificare le norme, ridisegnare il sistema sanzionatorio e introdurre misure specifiche per categorie professionali e utenti della strada.
Una delle novità principali riguarda le multe. Il principio guida è una riduzione generale delle sanzioni, accompagnata però da un inasprimento per i comportamenti considerati più pericolosi. “Le sanzioni devono avere una funzione deterrente e non vessatoria”, ha sottolineato Salvini, spiegando che l’obiettivo è colpire soprattutto chi mette a rischio la sicurezza degli altri, come chi guida in stato di ebbrezza o senza assicurazione.
Tra le modifiche più discusse c’è il nuovo calcolo delle multe per eccesso di velocità. La sanzione sarà proporzionale allo sforamento del limite: 10 euro per ogni chilometro orario oltre il consentito su strade extraurbane e autostrade, e 5 euro per ogni chilometro orario in eccesso su strade urbane. Questo sistema punta a rendere le multe più eque e legate alla gravità effettiva dell’infrazione.
Il nuovo Codice introduce anche il limite di velocità di 150 chilometri orari in autostrada, mantenendo però la possibilità per i gestori delle infrastrutture di imporre limiti più bassi in base alle condizioni della strada e del traffico.
Un’altra misura riguarda i professionisti del trasporto. Il limite anagrafico per il trasporto professionale con patenti del gruppo 2 viene innalzato da 68 a 70 anni, con obbligo di verifica biennale. La decisione tiene conto delle esigenze delle imprese di autotrasporto e di una popolazione più longeva e attiva.
Per i cittadini cambia anche la gestione dei documenti di guida. Non sarà più obbligatorio portare con sé i documenti cartacei di guida e circolazione, perché le forze dell’ordine potranno verificare i dati in tempo reale tramite collegamento telematico con le banche dati. Questa semplificazione mira a ridurre le sanzioni per dimenticanze formali.
Il provvedimento introduce inoltre misure specifiche per la sicurezza e la mobilità urbana. Tutti i Comuni dovranno aderire a una piattaforma nazionale per il riconoscimento del Contrassegno Unificato Disabili Europeo (CUDE), rendendo più semplice l’utilizzo dei parcheggi riservati su tutto il territorio nazionale.
Particolare attenzione è stata dedicata anche ai motociclisti. Il nuovo Codice prevede l’introduzione di barriere stradali salva-motociclisti e consente l’utilizzo della corsia di emergenza, in caso di incidenti o rallentamenti, per evitare situazioni di pericolo e sovraccarico delle corsie.
La riforma non è però priva di critiche. Alcuni osservatori hanno espresso preoccupazione per l’innalzamento del limite di età per la guida di mezzi pesanti, mentre il Codacons ha manifestato scetticismo sull’effettiva capacità delle nuove misure di migliorare la sicurezza stradale.
Il nuovo Codice della Strada, approvato in via definitiva come decreto legislativo, non richiede ulteriore approvazione parlamentare e segna una delle più ampie revisioni delle norme stradali degli ultimi anni.