Gaetano Armao è accusato di aver incassato una tangente da 5mila euro in contanti per dare il suo parere favorevole a un appalto per le opere di tutela della fascia costiera di Santa Maria del Focallo, in provincia di Ragusa. La mazzetta sarebbe stata consegnata il 29 ottobre 2025 direttamente negli uffici del Senato della Repubblica, in via Degli Staderari 2, a Roma, dove l'avvocato ed ex vicepresidente della Sicilia lavorava come consulente del presidente Renato Schifani. A raccontarlo è l'ANSA, che riporta i dettagli dell'incontro e dell'indagine condotta dalla squadra mobile e dalla Procura di Palermo, coordinata da Maurizio de Lucia, che ha portato alla richiesta di arresto per Armao il 2 ottobre 2026.

Secondo gli investigatori, l'imprenditore coinvolto è Mario Gaetano Doronzo, a capo della Infrastrutture Srl, la ditta responsabile dei lavori sul litorale ragusano. L'incontro tra Armao e Doronzo sarebbe stato organizzato grazie all'intermediazione di Marcello Vernola, consigliere giuridico del presidente della Regione, ex presidente della provincia di Bari ed ex europarlamentare di Forza Italia. Vernola avrebbe inviato tre SMS ad Armao tra il 28 e il 29 ottobre per fissare l'appuntamento negli uffici romani del Senato.

La ricostruzione investigativa è basata su intercettazioni e immagini ottenute con microspie e telecamere nascoste. Il 29 ottobre, Vernola e Doronzo raggiungono insieme gli uffici di Armao. Il consulente della Regione avrebbe ricevuto i 5mila euro per favorire la pratica di rifinanziamento del progetto costiero. Durante l'incontro, i due avrebbero discusso di autorizzazioni e pratiche legate al progetto, mentre Armao prendeva appunti su un taccuino. Doronzo avrebbe spiegato la necessità di una perizia per il rifinanziamento dell'opera costiera.

Le accuse nei confronti di Armao sono pesanti: corruzione, concussione e traffico di influenze. Secondo gli inquirenti, l'ex vicepresidente avrebbe favorito alcune imprese in cambio di soldi, arrivando anche a sostituire commissari per ottenere pareri favorevoli. Gli investigatori sostengono che le parcelle legali affidate all'avvocato Pierluigi Matta sarebbero state usate come stratagemma per dissimulare le tangenti. Oltre ad Armao, sono indagate altre otto persone, tra cui il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo e lo stesso Matta. Le perquisizioni hanno interessato gli uffici della presidenza della regione, gli studi e le abitazioni di Armao a Roma e Palermo.

Dalle intercettazioni emergono particolari che gli investigatori considerano significativi. “L’altra volta te ne ho dati sette ora te ne ho portato altri cinque e chiudiamo la partita… la partita è chiusa così”, avrebbe detto Doronzo ad Armao durante la consegna del denaro. Armao avrebbe risposto annotando le informazioni su un taccuino: “Certo questo hai fatto bene a dirmelo, aspetta che prendo un po’ di carta che mi piglio…”.

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