Il 16 ottobre 2026 è stato un momento di rilievo nella storia politica del Marocco. Presso il palazzo reale di Rabat, il re Mohammed VI ha presieduto la cerimonia di nomina del nuovo governo guidato dal primo ministro Fatima Ezzahra El Mansouri. Questo evento ha segnato l'inizio di un nuovo corso istituzionale, caratterizzato da una struttura governativa snella e focalizzata su obiettivi chiari e concreti.
Il nuovo esecutivo si distingue per la sua impostazione strategica. Non si tratta solo di ridurre il numero dei ministeri, ma di ridefinire il modo in cui lo Stato opera. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere più riconoscibili le responsabilità e di misurare l’azione pubblica sui risultati. In questo contesto, temi come la protezione sociale, la sovranità alimentare, l’intelligenza artificiale e l’equità territoriale diventano i pilastri di un programma che mira a rafforzare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
La composizione del governo riflette questa visione. Figure di esperienza consolidata assumono incarichi chiave: Abdelouafi Laftit all’Interno, Nasser Bourita agli Affari esteri, della Cooperazione africana e dei Marocchini residenti all’estero, Abdellatif Ouahbi alla Giustizia, Ahmed Toufiq agli Habous e agli Affari islamici, Abdeltif Loudyi come Ministro delegato incaricato dell’Amministrazione della Difesa nazionale, Fouzi Lekjaa all’Economia, Finanze e Performance pubblica, Ryad Mezzour a Industria, Commercio, Investimenti e Inclusione economica, Nizar Baraka a Infrastrutture, Acqua e Foreste, e Nabil Benabdallah a Educazione nazionale, Prescolare, Formazione professionale e Qualificazione.
La struttura del governo, con l’accorpamento di grandi ministeri sostenuti da ministri delegati e l’assenza di segretari di Stato, evidenzia la volontà di tenere insieme politiche collegate, evitando che la frammentazione delle competenze ostacoli l’azione. Questo approccio punta a coniugare visione strategica e capacità operativa, ridefinendo il rapporto tra centro politico e amministrazione.
La sfida principale sarà ora tradurre questa architettura in risultati tangibili per i cittadini. Il nuovo governo marocchino si presenta non solo come una struttura di amministrazione, ma come un’entità politica che stabilisce priorità e sostiene riforme, in un contesto in cui la coerenza e l’efficacia dell’azione pubblica sono essenziali per consolidare la fiducia nelle istituzioni.