Pfas nei rubinetti a Pietra Ligure, dove è vietato bere l’acqua del rubinetto, e a Borgio Verezzi, dove da due settimane oltre duemila abitanti sono senza acqua potabile. I rubinetti funzionano, ma l’acqua non è adatta all’uso alimentare. A raccontare il caso è il Corriere della Sera, che raccoglie le voci degli amministratori locali e ricostruisce l’escalation del problema.

A scatenare l’emergenza è stata la contaminazione da Pfas, sostanze chimiche create dall’uomo e in circolazione da circa 80 anni. Il sindaco di Tovo, comune limitrofo, rassicura: “Da noi l’acqua è potabile”. A Borgio Verezzi, invece, i residenti attingono l’acqua dalle autobotti fornite da Servizi Ambientali e dalla protezione civile. La pazienza di residenti e amministratori è esaurita, e le associazioni locali stanno preparando una lettera da inviare al gestore Servizi Ambientali.

La normativa che prevede la misurazione dei Pfas nei pozzi di approvvigionamento è entrata in vigore in Italia a fine luglio 2026. A Borgio Verezzi i problemi sono iniziati il 23 settembre, quando i rilevamenti hanno evidenziato la presenza di Pfas nel pozzo “Maria Luisa”, l’unico che rifornisce il paese. Il sindaco Renato Dacquinio spiega che il Comune sta proponendo una soluzione tampone per rifornire una vasca a oltre 200 metri di quota. Nel frattempo è prevista la realizzazione di un impianto di filtraggio presso il pozzo inquinato, ma occorreranno alcuni mesi.

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