Quando in un racconto di fiction si arriva ad un finale di partita in cui si sono già visti tutti gli snodi narrativi, si può immaginare come andrà a finire. Può sembrare un esercizio di presunzione ma, con la dovuta modestia, se si sono letti Orwell, Ray Bradbury, Aldous Huxley e altri autori che hanno immaginato la politica nella fiction, si può fare. La Corte costituzionale, per bocca del suo presidente Sciarra, ha dichiarato l’illegittimità del premio di maggioranza e dei listoni bloccati, sia alla Camera che al Senato, della legge elettorale denominata “Stabilicum”. Questo significa, senza immaginare le motivazioni della sentenza, che si andrà a votare su base esclusivamente proporzionalistica, senza i listoni bloccati di 70 nomi alla Camera e 36 al Senato. Anche l’indicazione del candidato premier perde di significato, come già verificato con la sentenza n.1 del 2014 che aveva dichiarato l’illegittimità delle liste bloccate “lunghe”.
La sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato l’illegittimità del premio di maggioranza e dei listoni bloccati della legge elettorale “Stabilicum”, ha avuto un effetto immediato nel panorama politico italiano. Il leader dei 5 Stelle ha commentato con un sorriso, affermando che il Movimento si sentirà così ancora più vicino ai suoi elettori, senza dover subire le alleanze con entità politiche poco compatibili. A sinistra, non sembra esserci preoccupazione: la possibilità di cercare voti senza mediazioni è vista come un'opportunità. A destra, la competizione per attrarre gli elettori, specie quelli di destra-destra, si intensifica, con la Lega che si ristruttura in chiave paleoleghista per recuperare consensi.