Con il voto del 8 ottobre 2026, la Camera dei Deputati ha approvato la nuova legge elettorale, denominata "Stabilicum". La maggioranza guidata da Giorgia Meloni ha ottenuto 227 voti favorevoli, superando i 196 necessari (su 391 presenti) e respingendo l'ultimo tentativo di reintrodurre le "preferenze" (voto diretto ai candidati) in fase di emendamenti.
La legge era stata approvata dal Senato a metà settembre 2026, dopo un percorso legislativo iniziato nell'estate 2025. Il voto di oggi chiude l'iter e rende la legge operativa, in vista del voto previsto nel 2027, probabilmente in primavera.
Il nodo "preferenze"
Il passaggio cruciale era avvenuto a metà luglio 2026: in uno scrutinio segreto, la Camera aveva bocciato un emendamento che avrebbe introdotto le preferenze. Almeno 50 deputati di destra avevano votato contro, bloccando la modifica. In risposta, Meloni aveva avvertito che la mancata approvazione della legge avrebbe portato a elezioni anticipate, con conseguenze per i parlamentari che non avrebbero raggiunto i 4 anni, 6 mesi e 1 giorno necessari per la pensione parlamentare.
La minaccia ha funzionato: la legge è passata al Senato a metà settembre senza voto segreto, e oggi alla Camera con una maggioranza solida. La coalizione si è ricompattata, evitando il rischio di "franchi tiratori" che aveva segnato il voto di luglio.
Come funziona lo "Stabilicum"
Il sistema è in gran parte proporzionale, ma prevede un premio di maggioranza: la coalizione che ottiene almeno il 42% dei voti riceve 70 deputati e 35 senatori aggiuntivi, con un limite di 220 deputati e 113 senatori. La soglia di sbarramento è del 3% per i partiti e del 10% per le coalizioni, con un ripescaggio previsto per la prima lista sotto il 3%.