Secondo quanto riportato da La Repubblica, la Commissione Europea contesta a KKR di aver fornito "informazioni inesatte o fuorvianti" durante l'esame dell'acquisizione della rete fissa di TIM (NetCo) nel 2023. Il focus riguarda gli accordi di lungo periodo con operatori concorrenti e la possibilità di modificare le condizioni di accesso all'ingrosso, elementi che avrebbero influenzato l'autorizzazione senza condizioni da parte di Bruxelles.
L'operazione, nata dall'esigenza di ridurre l'indebitamento di TIM e separare la rete fissa dalle attività commerciali, ha visto l'offerta vincolante di KKR per NetCo approvata dal consiglio di amministrazione di TIM a novembre 2023. La Commissione aveva autorizzato l'acquisizione nel maggio 2024, senza condizioni, con il closing avvenuto a luglio dello stesso anno. L'operazione ha comportato una riduzione significativa dell'indebitamento del gruppo, quantificata in 14,2 miliardi di euro lorda e 13,8 miliardi netta.
La contestazione si inserisce in un quadro più ampio di indagine avviato dalla Direzione generale della Concorrenza della Commissione Europea (DG COMP) a luglio 2025, in seguito a segnalazioni di operatori terzi, tra cui Fastweb e Iliad, riguardanti l'aumento dei prezzi per l'accesso alla rete da parte di FiberCop, la società dove sono confluite le attività di rete di TIM e controllata da Optics BidCo, a sua volta controllata da KKR. Le garanzie fornite su accesso equo e condizioni non discriminatorie avevano contribuito alla valutazione della Commissione, che aveva autorizzato l'acquisizione.
Ora KKR avrà la possibilità di presentare osservazioni e difendersi in un'audizione a porte chiuse nei prossimi mesi.