Un infermiere è rimasto ferito nel pomeriggio del 26 settembre a seguito di un’aggressione avvenuta all’interno del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale di Ivrea. Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato Nursind, l’operatore sanitario sarebbe intervenuto per proteggere una dottoressa presente in reparto, finendo per essere colpito da un paziente e cadendo a terra. Le lesioni riportate sono state giudicate guaribili in 16 giorni.

Il sindacato denuncia da tempo una situazione di violenza crescente negli SPDC, sostenendo che le strutture vengano utilizzate come aree di contenimento per pazienti con problematiche complesse, senza un’adeguata gestione del rischio. Nella nota diffusa, il Nursind evidenzia criticità legate a spazi inadeguati, mancanza di pianificazione e trasferimenti resi necessari dalla chiusura per lavori del reparto di Chivasso.

Il sindacato chiede l’istituzione immediata di un presidio fisso per garantire la tutela del personale e dei pazienti, sottolineando che la sicurezza non può essere affidata esclusivamente alla professionalità degli operatori. “Gli infermieri, gli operatori socio sanitari e i medici sono professionisti della cura e non possono continuare a fare da scudo umano alle falle del sistema”, si legge nella nota.

L’episodio si inserisce in un contesto più ampio. Secondo un sondaggio internazionale condotto su oltre 1.300 professionisti di 81 Paesi, il 75,5% degli intervistati ha assistito ad almeno un episodio di violenza negli ultimi 12 mesi, mentre il 68,8% ha riferito conseguenze psicologiche e il 40,3% fisiche. Le aggressioni verbali rappresentano la tipologia più comune (87,8%), seguite da aggressioni fisiche (42,3%) e danni alla proprietà (26,4%). In più di due terzi dei casi, gli autori delle violenze sono stati i pazienti (67,6%), seguiti da parenti o amici (44,1%).

“La violenza sul luogo di lavoro non solo mette a repentaglio la salute fisica e mentale degli operatori sanitari, ma ha anche un impatto negativo sulla qualità dell’assistenza che forniscono”, ha affermato Luis Garcia Castrillo, presidente dell’Ito-Who FICEMS.

Anche in altre strutture ospedaliere si registrano situazioni critiche. All’ospedale di Vimercate si sono verificate aggressioni nei confronti di infermieri nei reparti di pronto soccorso e psichiatria, come segnalato dal sindacato NurSind Monza e Brianza. Il sindacato evidenzia carenze d’organico, stress legato alla gestione di situazioni borderline e un aumento del burnout tra gli operatori, chiedendo un tavolo tecnico urgente per affrontare quella che viene definita una crisi strutturale.

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