È stato il procuratore Fabio Napoleone in persona a firmare l'avviso di conclusione delle indagini preliminari, che porta la data del 28 settembre, nei confronti di Andrea Sempio, 38 anni, amico del fratello della vittima per l'omicidio di Garlasco, Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione il 13 agosto 2007. Sempio è indagato per omicidio pluriaggravato. Per quel delitto è stato condannato a 16 anni di carcere il fidanzato di Chiara, Alberto Stasi.

L'avviso è stato notificato ai legali di Sempio, gli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, e conferma che la Procura di Pavia ritiene di aver raccolto gli elementi necessari a sostenere l'accusa in giudizio. La chiusura delle indagini è stata accompagnata dal deposito delle tre nuove consulenze richieste dalla Procura e dai carabinieri del Ris a seguito degli approfondimenti scientifici eseguiti negli ultimi mesi.

Si tratta, in particolare, dell'analisi del Dna sulle unghie della vittima affidata al professor Carlo Previderè, delle misurazioni antropometriche di Sempio effettuate dal professor Giampaolo Iuliano e dal professor Nicola Caprioli e delle comparazioni tra le misure del piede dell'indagato e l'impronta a pallini rilevata sul pavimento della villetta di via Pascoli.

Le consulenze sono state depositate in due momenti distinti. La prima è stata acquisita il 7 settembre, mentre le altre due sono state ricevute il 23 settembre. Gli accertamenti hanno riguardato anche la controversa questione relativa alle misure del piede di Sempio, che nel 2007 aveva dichiarato di calzare il numero 44, mentre le rilevazioni eseguite durante le indagini hanno restituito misure comprese tra il 42 e il 43.

Resta ancora in attesa la consulenza psichiatrica affidata dal procuratore Napoleone al professor Roberto Catanesi. L'esperto aveva richiesto di poter incontrare Sempio per condurre un colloquio diretto, ma l'indagato ha rifiutato l'incontro, esercitando una facoltà riconosciuta dall'ordinamento. La difesa ha più volte contestato anche la necessità stessa dell'accertamento, ritenendo che non vi siano elementi tali da giustificare l'ipotesi della presenza di una patologia psichiatrica pregressa.

La consulenza dovrà chiarire alcuni aspetti ancora centrali dell'inchiesta, tra cui la capacità di intendere e di volere dell'indagato all'epoca dei fatti, l'eventuale presenza di disturbi psicologici e la valutazione della pericolosità sociale. Con la chiusura delle indagini si apre ora la fase in cui la difesa potrà esaminare gli atti, presentare memorie e chiedere nuovi accertamenti.

"Non possiamo fare altro che aspettare di leggere le nuove prove della Procura", ha dichiarato l'avvocato Liborio Cataliotti, annunciando l'intenzione di valutare nel dettaglio i nuovi elementi tecnici e scientifici acquisiti dal pubblico ministero. La difesa avrà venti giorni di tempo per esercitare le proprie facoltà prima che il procuratore decida se chiedere il rinvio a giudizio.

Nel frattempo, non sarà più possibile compiere nuove attività d'indagine. La Procura aveva già raccolto nelle scorse settimane le dichiarazioni di Luciano Garofano, all'epoca comandante del Ris di Parma, sentito il 25 settembre scorso dopo l'acquisizione di una relazione tecnica relativa alle indagini scientifiche effettuate nel 2007.

Le nuove consulenze, insieme ai rilievi effettuati durante i mesi estivi nella villetta di via Pascoli, rappresentano quindi la base su cui il procuratore Napoleone intende sostenere l'accusa nei confronti di Sempio. La difesa continua però a respingere la ricostruzione accusatoria e a puntare sulle possibili incongruenze degli elementi raccolti, in un procedimento che potrebbe riaprire definitivamente uno dei casi di cronaca più noti degli ultimi decenni.

La Procura di Pavia ha nove mesi di tempo, come prevede la legge Cartabia, per chiedere al giudice per le indagini preliminari il rinvio a giudizio. Trascorso questo termine, non sarà più possibile procedere contro l'indagato. Si attende ora la consulenza psichiatrica e la valutazione della difesa sugli atti depositati prima di conoscere se il caso Garlasco arriverà nuovamente davanti a un giudice, questa volta con Andrea Sempio sul banco degli imputati.

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