Il Fisco accelera sul recupero dell'IVA non dichiarata e inaugura una nuova fase dei controlli digitali inviando 1.400 lettere ai contribuenti che, pur avendo emesso fatture o trasmesso corrispettivi elettronici nel 2022, non hanno presentato il modello IVA 2023. I destinatari avranno due mesi di tempo per rispondere. L'operazione è destinata a incidere significativamente sui conti pubblici: per il biennio 2026-2027 si attende un incasso di circa 646 milioni, mentre le stime a lungo termine indicano un potenziale che sfiora il miliardo di euro all'anno entro il 2030.
Il nuovo articolo 54-bis.1 del decreto IVA
La base normativa dell'operazione è il nuovo articolo 54-bis.1 del decreto IVA (Dpr 633/1972), introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, che consente all'Agenzia delle Entrate di ricostruire autonomamente l'imposta da versare incrociando i dati già presenti nei propri database, come fatture elettroniche e corrispettivi telematici. La norma segna un salto di qualità nei controlli fiscali: non è più necessario attendere la dichiarazione del contribuente per verificare le somme dovute.
Lettere di compliance o atti impositivi?
Le comunicazioni inviate non sono semplici inviti alla compliance, ma veri e propri atti impositivi che contengono il conteggio esatto del debito, al netto degli eventuali versamenti già effettuati. Entro questo limite, il destinatario ha davanti a sé due sole strade: il saldo del debito o la richiesta di riesame. In entrambi i casi, la risposta dev'essere tempestiva: ignorare la comunicazione o non rispondere entro i due mesi comporta l'iscrizione automatica del debito a ruolo.
Le due strade: pagamento o riesame
Se il debito è corretto, il contribuente deve pagare in un'unica soluzione utilizzando il modello F24 precompilato allegato alla comunicazione. Se, invece, ritiene che il conteggio sia errato o che esistano cause di esclusione, deve inviare una richiesta di riesame online attraverso l'applicazione "Consegna documenti e istanze" disponibile sul portale dell'Agenzia delle Entrate. Anche in questo caso, il silenzio equivale a consenso: trascorsi due mesi senza risposta, il debito viene automaticamente iscritto a ruolo.
IVA, il Fisco accelera sulla compliance: al via le lettere per le fatture non dichiarate
Il Fisco rafforza il contrasto all'evasione IVA e introduce un nuovo strumento di compliance per i titolari di partita IVA che, pur emettendo fatture elettroniche o trasmettendo corrispettivi telematici, non hanno presentato la dichiarazione annuale. L'Agenzia delle Entrate avrà la possibilità di ricostruire l'imposta dovuta incrociando i dati già presenti nei propri archivi, senza dover attendere l'invio spontaneo della dichiarazione da parte del contribuente.
Il nuovo strumento si affianca al sistema di inviti alla compliance già previsto dalla normativa fiscale, ampliandone l'ambito applicativo alla ricostruzione dell'IVA dovuta sulla base delle fatture elettroniche emesse e dei corrispettivi telematici trasmessi. L'obiettivo è consentire al contribuente di regolarizzare eventuali incongruenze prima dell'avvio di un'attività di accertamento da parte dell'Amministrazione finanziaria.
Il provvedimento numero 271072 del 5 ottobre stabilisce le modalità operative per la comunicazione delle incongruenze relative al volume d'affari risultante da fatture elettroniche emesse e corrispettivi telematici trasmessi, in assenza della presentazione della dichiarazione annuale IVA. Le comunicazioni saranno inviate ai titolari di partita IVA attraverso la posta elettronica certificata (PEC), con l'obiettivo di favorire la regolarizzazione spontanea delle posizioni fiscali e ridurre il contenzioso.
Le nuove comunicazioni di compliance consentiranno ai contribuenti di correggere gli errori tramite il ravvedimento operoso, beneficiando di sanzioni ridotte rispetto a quelle previste in caso di accertamento. Il sistema punta a rendere più efficiente il recupero dell'IVA dovuta e a rafforzare la collaborazione tra Amministrazione finanziaria e contribuenti, in un quadro di maggiore trasparenza e tracciabilità delle operazioni fiscali.