"Comprendo il peso delle mie azioni e il ricordo di Pamela resterà indelebile nei nostri cuori. Non mi resta che assumermi fino in fondo le conseguenze per il dolore che ho causato con senso di responsabilità". Sono le parole di Gianluca Soncin, l'uomo di 52 anni che ha ucciso l'ex compagna Pamela Genini il 14 ottobre 2025 a Milano. In aula, davanti alla Corte d'assise, Soncin ha chiesto "sincere scuse" alla famiglia della vittima, aggiungendo che, nonostante non possa cancellare quanto accaduto, si impegnerà per evitare che episodi simili si ripetano in futuro. Le dichiarazioni sono state fatte prima dell'audizione dei testimoni.

La reazione dell'avvocato della famiglia di Pamela, Nicodemo Gentile, è stata durissima: le scuse sono state "respinte al mittente" e definite "parole di plastica, insignificanti che non tolgono nulla". "Sono parole fredde, senza anima e pentimento. Sono molto tardive", ha aggiunto Gentile, sottolineando che Soncin "poteva evitare di leggere quel foglietto scritto da chissà chi". L'avvocato ha ricordato come Pamela avesse già troncato la relazione con Soncin e fosse sotto pressione e minacciata dall'uomo, che l'ha uccisa con 76 coltellate. Secondo Gentile, Soncin si è presentato in aula "con un foglio, con le parole scritte da chissà chi, forse da lui, non si sa, ma sono parole fredde, senza anima, senza pentimento, sono molto tardive". Secondo quanto riportato da Fanpage, l’avvocato ha descritto l’imputato come "corroso dal delirio del possesso e del controllo e dalla gelosia patologica", che possedeva un arsenale di armi, tra cui una decina di coltelli e quattro o cinque pistole scacciacani. In aula era presente anche Nicola, il fratello di Pamela, che ha assistito alle dichiarazioni dell’imputato. L'avvocato Sara Sontoli ha dichiarato che le scuse di Soncin sono "inopportune".

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