Il presidente della Giunta per le Autorizzazioni della Camera, Devis Dori, ha presentato un ricorso alla Corte Costituzionale contro il presidente di Montecitorio, Lorenzo Fontana, accusandolo di aver impedito l'accesso alle chat tra l'onorevole Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia, ex prestanome del clan Senese. La notizia, anticipata da Il Fatto Quotidiano, ha provocato una dura reazione del capogruppo di Fratelli d'Italia in Giunta Autorizzazioni, Dario Iaia, che ha denunciato di non essere stato informato dell'iniziativa e ha sollevato dubbi sulla legittimità del ricorso.
Nel ricorso, depositato lo scorso 12 ottobre, Dori lamenta una "monomazione, grave e manifesta" delle proprie prerogative, sostenendo che Fontana avrebbe impedito alla Giunta di visionare le chat ritenute necessarie per accertamenti antimafia. "Il presente conflitto denuncia la menomazione, grave e manifesta, delle attribuzioni che individualmente competono all’onorevole Dori", si legge nel testo.
La polemica nasce dal voto in aula del 5 agosto scorso, quando con 206 voti contrari e 133 favorevoli fu negata l'acquisizione di quelle chat. Iaia ha dichiarato all'Adnkronos di non essere stato informato preventivamente del ricorso: "Non sapevamo nulla. Certamente sarebbe stato corretto dal punto di vista istituzionale informare quanto meno l'ufficio di presidenza di un'iniziativa di questo tipo".
Secondo Iaia, il ricorso potrebbe compromettere il rapporto di fiducia tra Dori e gli altri membri della Giunta, poiché il presidente non appare più come figura imparziale. "È da approfondire l’aspetto della legittimazione attiva del presidente ad agire in autonomia", ha concluso, sollevando il dubbio che Dori possa aver agito senza il necessario mandato della Giunta.
Fonti
- la Repubblica: Oscurate le chat Delmastro-Caroccia, ricorso alla Consulta contro il presidente della Camera Fontana
- Il Fatto Quotidiano: Caso Delmastro alla Consulta: Fdi contro Dori, "fiducia compromessa"
- Open: Tensione a Montecitorio: Dori trascina Fontana alla Consulta sul caso Delmastro, FdI attacca: «Rapporto di fiducia compromesso