Mathias Döpfner, amministratore delegato e comproprietario del gruppo editoriale tedesco Axel Springer, che possiede Politico e Telegraph, ha in mente un piano per TikTok: dividerlo in parti e diventare il proprietario della sua sezione europea. Lo riporta il Financial Times. L’idea è simile a quella dell’accordo siglato da Donald Trump il 22 ottobre 2026. A gennaio, secondo le ricostruzioni del quotidiano britannico, Döpfner ha incontrato l’ambasciatore statunitense in Francia Charles Kushner, padre di Jared, e gli ha chiesto dettagli sul piano che stava preparando l’amministrazione americana. L’accordo, però, era ormai cosa fatta e il diplomatico non ha potuto dare informazioni a riguardo.
La proposta di Döpfner, che è stato anche a Pechino per incontrare il fondatore di Byte Dance, non ha trovato terreno fertile né tra i responsabili della piattaforma né tra i funzionari della Commissione europea, che hanno sottolineato come le regole di sicurezza dell’Unione siano già stringenti e che si applicano a tutti gli operatori: “Non stiamo applicando sufficientemente il Digital Services Act e il Digital Markets Act”, ha dichiarato al Ft il vicepresidente del Parlamento europeo Martin Hojsík, “dobbiamo chiamare le piattaforme a rispondere delle loro responsabilità”.
Döpfner, intanto, ha dichiarato in un’intervista a Dpa che TikTok “dovrebbe essere venduto ad azionisti democratici o bandito”, e si è detto confuso sul perché l’Europa non si stia muovendo in questa direzione, mentre Axel Springer ha aperto recentemente profili sulla piattaforma per Bild e Welt, e Politico e Telegraph già ne possiedono uno. La casa editrice ha spiegato che Döpfner ha sempre sostenuto una soluzione europea per TikTok simile a quella adottata per il modello americano.
Nel frattempo, Döpfner si trova anche a fronteggiare un’altra crisi: Politico è stato bannato dalla Casa Bianca su ordine di Trump e ora sta cercando di riportare i suoi giornalisti nelle istituzioni americane. Per farlo, secondo i racconti dei presenti riportati dal quotidiano, avrebbe avviato una campagna di persuasione che ha incluso un incontro di febbraio con il capo di gabinetto di Trump Susie Wiles, e un premio per l’imprenditore Peter Thiel a settembre.