Giovanni Donzelli, esponente di Fratelli d'Italia (FdI) e numero due dopo la Premier Giorgia Meloni, ha parlato alla Camera dei Deputati l'8 ottobre 2026, durante un dibattito sulla legge elettorale, annunciando una presunta "Terza Repubblica". L'articolo di Il Fatto Quotidiano critica Donzelli per il suo annuncio, definendolo un "tentativo malriuscito" e sottolineando che l'Italia è ancora una Repubblica parlamentare. Si fa riferimento a errori di Donzelli riguardo alla storia delle repubbliche italiane e alla legge elettorale, con un accenno umoristico ai nomi delle leggi elettorali precedenti. Si evidenzia anche come Donzelli sembri confondere la Seconda Repubblica con Berlusconi e la Terza con Meloni.
Giovanni Donzelli è noto per essere un esponente di Fratelli d'Italia con una comunicazione diretta e controversa. L'articolo di Il Fatto Quotidiano critica il suo annuncio alla Camera dei Deputati riguardo alla nascita della cosiddetta "Terza Repubblica". Durante un dibattito sulla legge elettorale, Donzelli ha dichiarato: "E’ nata la Terza Repubblica". Tuttavia, l'articolo sottolinea che l'Italia rimane una Repubblica parlamentare, suggerendo che Donzelli abbia compiuto un errore di interpretazione politica. Anche in passato, Donzelli ha fatto dichiarazioni che hanno suscitato polemiche, come il suo coinvolgimento in controversie riguardanti il mondo dell'informazione. Nonostante le critiche, Donzelli continua a svolgere un ruolo di rilievo nel partito, sostenendo attivamente le politiche di Giorgia Meloni.
La critica alla comunicazione di Donzelli e il ruolo della legge elettorale nel dibattito
Si apre con il contesto alla Camera dei Deputati, sottolineando come Donzelli abbia cercato di annunciare "in pompa magna" l'inizio della Terza Repubblica. Si evidenzia la sua frase "E’ nata la Terza Repubblica", seguita da una critica diretta: l'Italia è ancora una Repubblica parlamentare. L'articolo prosegue collegando l'annuncio di Donzelli alla nuova legge elettorale, il Melonellum, e ironizza sugli errori storici del deputato, citando in modo umoristico i nomi delle leggi elettorali precedenti (proporzionale, Mattarellum, Porcellum, Italicum, Rosatellum, e ora Melonellum). Si evidenzia come Donzelli sembri confondere la Seconda Repubblica con Berlusconi e la Terza con Meloni, e si conclude sottolineando che il suo annuncio appare più come una speranza personale che come una realtà politica.
Il contesto storico-politico dietro la dichiarazione di Donzelli sulla "Terza Repubblica"
La dichiarazione di Giovanni Donzelli alla Camera dei Deputati sull'ingresso dell'Italia nella cosiddetta "Terza Repubblica" si inserisce in un contesto storico-politico complesso e controverso. Dal 1994, con la nascita del bipolarismo e la formazione di governi alternanti di centro-destra e centro-sinistra, si è parlato di una transizione dalla Prima alla Seconda Repubblica, sebbene mai formalmente sancita costituzionalmente. Negli ultimi anni, con l'emergere di nuove forze politiche e la formazione di governi attorno al Movimento Cinque Stelle, alcuni analisti hanno iniziato a ipotizzare l'ingresso in una terza fase politica, caratterizzata da un sistema più frammentato. Tuttavia, l'annuncio di Donzelli appare più come una dichiarazione politica che come una realtà istituzionale consolidata, soprattutto considerando che la nuova legge elettorale, il cosiddetto Melonellum, non rappresenta un cambiamento costituzionale.
Donzelli ha detto che è nata la Terza Repubblica
"Onorevoli colleghi, prendo la parola con una emozione particolare. Perché oggi non votiamo una legge elettorale, oggi non votiamo un modo per far scegliere gli italiani, oggi non votiamo una riforma. Oggi siamo chiamati a votare il futuro dell’Italia. Entreremo nella terza Repubblica. Una democrazia attenta ai territori come voleva Umberto Bossi. Entreremo nella terza Repubblica, una scelta di campo come sognava il Presidente Berlusconi. Entreremo nella terza Repubblica, dove la comunità nazionale, guidata da una leader come Giorgia Meloni, ha la possibilità di essere protagonista del futuro, una repubblica dove gli italiani hanno la possibilità di incidere. Per chi ci guarda e ci ascolta, oggi non è la solita giornata di discussioni parlamentari, oggi è una giornata di storia".
Questa è una dichiarazione di wishful thinking.