È il 29 settembre 2026 e Fabrizio Braghini su formiche.net, ci aggiorna sull'accelerazione dei progetti comuni di difesa europea che portano alla luce la faglia di divisione tra i Paesi: da una parte i fautori di una linea flessibile, Italia e Germania, dall'altra la Francia che spinge per un'autonomia strategica con criteri restrittivi. Questo scontro si è concretizzato nell'approvazione dei cinque Progetti Europei di Difesa di Comune Interesse, su cui si è accesa la discussione.
Il nodo centrale, la definizione di cosa significhi "Made in Europe", è emerso dalla proposta del Commissario Séjourné per l'Industrial Accelerator Act, in vista del prossimo bilancio UE 2028-2034 di quasi 2 trilioni di euro. Nei lavori preparatori è stato introdotto un principio di preferenza europea, tema che ha diviso i Paesi membri: dodici di essi, tra cui Italia e Germania, si sono opposti alla posizione francese.
Il Fondo Europeo per la Competitività, con circa 410 miliardi di euro, non può rinunciare alla cooperazione con Paesi Terzi - Regno Unito, Norvegia, Canada, Ucraina - e alla promozione di partnerships industriali transatlantiche. La flessibilità diventa dunque la leva nel cambiamento securitario in corso e nel rafforzamento della sicurezza transatlantica.
L’Italia si presenta ancora una volta pragmatica privilegiando un approccio aperto e cooperativo, in grado di rispondere in tempi rapidi agli obiettivi di interoperabilità, standardizzazione e readiness, quale risposta unitaria e transatlantica. Al contrario la Francia reitera il suo concetto restrittivo di Autonomia strategica insieme con il principio Made in Europe, che non solo rischia di rallentare la risposta ai fabbisogni militari della difesa europea, ma anche di minarne l’efficacia, come si evince in questi giorni dalla vicenda della fornitura missilistica francese verso l’Ucraina. In sintesi, la questione è ardua, il percorso verso una sovranità europea si confronta a due modelli industriali divergenti, le cui scelte hanno ricadute e implicazioni non solo industriali, ma anche politiche e militari.