Un dirigente medico e primario dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di truffa aggravata ai danni dello Stato. Il procedimento è coordinato dalla Procura della Repubblica di Crotone, guidata dal procuratore Domenico Guarascio.

Secondo quanto riferito dall’ANSA, l’attività investigativa ha preso avvio nel mese di settembre 2026, quando è stato disposto il monitoraggio di un centro di salute mentale dell’Asp e di un’abitazione privata, utilizzata come ambulatorio, di proprietà del professionista.

Nel corso dell’attività di osservazione, gli investigatori avrebbero rilevato la presenza sistematica di almeno quattro o cinque persone che si recavano nell’abitazione del medico per sottoporsi a visite private e sedute di psicoterapia e psicoanalisi. Gli accertamenti successivi avrebbero evidenziato come il medico, pur avendo mantenuto il contratto di esclusività con l’Asp e non avendo mai formalmente rinunciato a tale regime, svolgesse di fatto attività professionale privata.

Secondo la ricostruzione investigativa, l’indagato non risultava autorizzato a effettuare visite in regime di intramoenia né di extramoenia, né avrebbe attivato le procedure previste dall’azienda sanitaria per l’esercizio della libera professione. Gli inquirenti contestano inoltre l’assenza di protocolli autorizzativi e l’operatività senza partita IVA.

Le perquisizioni eseguite presso il centro di salute mentale e l’abitazione del medico avrebbero consentito di riscontrare lo svolgimento delle visite e delle sedute di terapia, acquisendo elementi utili a determinare la durata dell’attività e la consistenza economica della presunta truffa.

L’ipotesi avanzata dalla Procura è che il primario, percependo indennità accessorie legate al regime di esclusività, abbia contemporaneamente erogato prestazioni professionali private al di fuori delle regole previste dal servizio sanitario pubblico.

Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. L’iscrizione nel registro degli indagati non equivale a una condanna e il professionista è da considerarsi innocente fino a eventuale sentenza irrevocabile di condanna.

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