La Politica agricola comune non può più essere letta come una forma di assistenzialismo al settore primario, ma come un pilastro della competitività economica, della sicurezza alimentare e dello sviluppo produttivo nazionale. È il messaggio centrale lanciato dal direttore di Agea Fabio Vitale nel suo editoriale pubblicato su Geopolitica.info, dove il numero uno dell’Agenzia per le erogazioni in agricoltura traccia un quadro del ruolo strategico del comparto e delle trasformazioni in corso nel sistema pubblico di sostegno.

Secondo Vitale, la Pac rappresenta uno strumento di equilibrio economico, sostenibilità e competitività, capace di sostenere una filiera che contribuisce in modo diretto e indiretto alla crescita del Paese. La sicurezza alimentare viene indicata come una delle priorità emergenti delle politiche nazionali, al pari di energia e difesa, in un contesto internazionale caratterizzato da nuove tensioni geopolitiche e dalla necessità di garantire approvvigionamenti stabili.

Nell’analisi, il direttore di Agea evidenzia anche il cambio di approccio che, a suo giudizio, il Governo e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida avrebbero impresso alla gestione del comparto. “Per usare una metafora calcistica, l’Agricoltura è stata promossa in serie A”, scrive Vitale, sottolineando come il settore sia tornato al centro dell’agenda economica nazionale.

Un passaggio rilevante riguarda le risorse mobilitate. Vitale ricorda che gli strumenti finanziari destinati al comparto superano i 17 miliardi di euro, ai quali si aggiungerà l’ulteriore miliardo e 140 milioni previsto dal provvedimento Coltiva Italia, atteso in Parlamento per diventare legge entro novembre. Il pacchetto comprende anche interventi dedicati all’imprenditoria agricola giovanile e femminile, con l’obiettivo di rafforzare il ricambio generazionale.

Proprio il rinnovamento del tessuto imprenditoriale agricolo viene indicato come uno dei fattori essenziali per il futuro economico del Paese. Vitale sottolinea la necessità di strumenti capaci di facilitare l’accesso alla terra, al credito e alle nuove tecnologie, evidenziando anche il potenziale rappresentato da circa quattro milioni di ettari di terreni abbandonati che potrebbero essere recuperati e destinati a nuove iniziative imprenditoriali.

L’editoriale affronta inoltre il tema della programmazione e della conoscenza. In questo quadro rientra AGEA ORIZZONTI, la piattaforma di analisi di scenario sviluppata dall’Agenzia per supportare le scelte di pianificazione agricola. “Non si tratta di pianificare le produzioni, ma di mettere la conoscenza al servizio delle scelte economiche”, osserva Vitale, evidenziando come strumenti predittivi e analisi dei dati possano contribuire a rendere più efficienti le politiche di settore.

Sul piano operativo, il direttore di Agea richiama infine le priorità interne dell’ente: accelerazione dei pagamenti, automazione delle procedure, miglioramento dei controlli e contrasto alle frodi. L’obiettivo dichiarato è trasformare Agea da semplice organismo di pagamenti a struttura di supporto e analisi strategica, capace di accompagnare le trasformazioni del sistema agricolo nazionale.

Il messaggio conclusivo è chiaro: sostenere l’agricoltura non significa finanziare il passato, ma investire in una filiera che, secondo Vitale, continua a collocare l’Italia ai vertici dell’Unione europea per valore aggiunto agricolo.